Mostra personale dell'artista Giuseppe De Sarno
WORLD WIDE WEAVER
di Antonella Bocola

Non penso di fare della retorica quando affermo che Internet, la più grande rete telematica del mondo, stravolgerà i nostri tradizionali sistemi di comunicazione. Questa importante scoperta tecnologica è destinata infatti a trasformare profondamente non solo lo scambio di informazioni, ma anche i sistemi di pensiero secondo cui articoliamo il processo comunicativo.
Internet è ormai una realtà culturale ampiamente diffusa ed apprezzata per la sua utilità in tutti i campi dello scibile umano ma forse, affascinati da questa risorsa potenzialmente infinita, sottovalutiamo la sua valenza rivoluzionaria, che appare tale soprattutto alle generazioni contemporanee, non ancora completamente abituate a questo nuovo mass-media. Una valenza che diminuirà di portata, a mano a mano che le generazioni future l’acquisiranno come dato di fatto, e che tuttavia formerà in modo nuovo e diverso la coscienza collettiva.
L’aspetto più sorprendente di Internet è la sua simultaneità, ovvero la sua capacità di vanificare il tradizionale concetto spazio/tempo che presuppone una consequenzialità logica.
Simultaneità di informazioni significa anche simultaneità della cultura, che si presenta tutta in blocco alla nostra attenzione, senza filtraggi, o interpretazioni critiche precostituite, lasciandoci l’assoluta libertà di scegliere dove andare e cosa cercare nel web.
Le informazioni ci vengono offerte cioè senza alcuno schema di apprendimento: sono tutte lì, buone o cattive, stupide o interessanti, disseminate nel cosiddetto ipertesto composto da link, cioè da collegamenti ad altre informazioni che a loro volta né richiamano altre e così via in una catena infinita di rimandi e di citazioni.
Questa breve premessa informatica introduce un singolare parallelismo che mi pare di poter istituire tra Internet e la produzione artistica di Giuseppe De Sarno, sorprendentemente strutturata proprio come il web, nel senso che anch’essa è composta da un’insieme di informazioni offerte attraverso un iperquadro, in cui ogni tessera è un link, ovvero un virtuale collegamento ad altro. Naturalmente l’artista non ha mutuato dal web il procedimento ragionativo, cui è giunto invece attraverso vie più tradizionali di studio e di ricerca, ma ha certamente constatato quanto i suoi teoremi fossero validi e soprattutto contemporanei, navigando nel web e scoprendo una certa similitudine.
E’ noto, che una pagina web non ha grande valore se considerata singolarmente; nemmeno la cosiddetta homepage ha validità assoluta rispetto alle altre pagine che compongono un sito. Ogni pagina ha il suo ineliminabile bagaglio informativo e tutte insieme concorrono a dare l’informazione completa. In modo analogo nella pittura di De Sarno ciascuna tessera può essere valutata come una unità di informazione e l’informazione totale ci è data dalla somma delle unità singole. I rapporti che si instaurano tra le singole tessere non sono casuali perché obbediscono a una precisa volontà artistica mirante ad uno specifico obiettivo. Le tessere non accennano ad un singolo soggetto ma attraverso una distribuzione ridondante per via di concatenazioni, insistono su un determinato argomento innescando un processo “iperinterpretativo”, comprendente cioè più strati di contenuto e di significato.
Un’opera in realtà è l’insieme di tanti pezzi, ogni singola tessera, pur avendo forma uguale nel dualismo aperta/chiusa,è unica e diversa dalle altre; “ciccando sull’icona”, cioé soffermadosi su ognuna, ci si collegherà ad un altro “documento”della nostra memoria collettiva e individuale, attivando così il processo di pensiero auspicato dall’artista.
L’insieme delle tessere potrebbe essere paragonato ad un puzzle, ma in questo caso il puzzle è finto, nel senso che ogni tessera non ha uno spazio predefinito da occupare: possono essere montate (le tessere) e associate (le parole) come ha voluto l’artista, ma ognuno può montare ed associare secondo la sua sensibilità. Un’opera “aperta” spingerà i fruitori ad essere creativi, ciascuno a suo modo.
L’iperquadro di Giuseppe De Sarno si muove costantemente su un doppio binario: quello pittorico e quello concettuale tra loro interagenti. E mentre quello pittorico opera “catturando particolari”, quello concettuale si esprime in ambito propriamente linguistico attraverso il titolo che è un po’ come una password per entrare nel sito/quadro. Perciò il titolo dell’opera è parte fondamentale della stessa; è quel grumo concettuale che non si può tradurre con i colori, che non si può diluire nella pittura ad olio e resta perciò parola con valore significante. Tralasciando il riferimento ad Internet, quale originale interpretazione critica parallela, l’operazione pittorico-concettuale compiuta dall’artista è piuttosto complessa, in quanto al processo ideativo dell’opera concorrono almeno tre momenti focali: il prelevamento, la condensazione e la definizione. Il primo consiste nell’estrarre da un determinato contesto storico/pittorico un particolare utile ai fini dell’idea generale che si intende esprimere. La seconda si attua concatenando i particolari in modo da creare un corto circuito tra immagini, usualmente lontane nello spazio e nel tempo, che si ritrovano invece in un contesto “altro”, per esprimere “altro” in un’epoca “altra”. Infine la definizione è la molla che attiva il meccanismo di comprensione dell’opera, attraverso il titolo, con il suo duplice significato letterale e figurato. Il prelevamento, basato su una profonda cultura artistica ed iconografica, si concretizza attraverso il recupero dell’antica tecnica pittorica, la condensazione attraverso l’assemblamento, teoricamente infinito delle tessere, la definizione attraverso gli omografi del titolo. Tre operazioni che implicano contemporaneamente teoria e pratica e che restituiscono valore sia alla manualità dell’artista sia al tempo impiegato per la realizzazione delle opere. In sottile polemica col sistema consumistico dominante di cui Internet è forse la massima espressione e operando dall’interno con meccanismi similari, Giuseppe De Sarno intende in realtà restiture la giusta e dignitosa dimensione umana al lavoro dell’artista, vissuto come impegno intellettuale, etico e materiale.
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Mostra personale dell'artista Giuseppe De Sarno IDEALISTIMOLANTI IDEALISTILETTI CONSENSODELPUDORE MANIERATEAZIONI
PEZZODIPARMIGIANINOPERLAGRANA RISCHIODATO RISCHIODATO CONMECENATE SPIRITODIVINO
MONOCROMOSONICO R MONOCROMOSONICO G MONOCROMOSONICO B MONOCROMOSONICO CMYK DONATAODONI
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